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CASSETTA DI PRONTO SOCCORSO

Le norme del decreto legislativo 19 settembre 1994, n.626 sono sempre d’attualità. In azienda dovrebbe essere stato compilato uno specifico documento che consente di identificare i rischi che vi si corrono . Il decreto originario è stato nel tempo integrato e modificato per adeguarlo alle direttive europee e all’emanazione di specifici regolamenti.

Classificazione delle aziende
Una norma pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.27 del 3 Febbraio 2004 riguarda tutte le aziende e prevede alcuni adempimenti in scadenza anche a breve termine. Le aziende sono classificate in tre gruppi: 
- aziende che si occupano di lavorazioni particolarmente pericolose (ad esempio nucleari, fabbriche di esplosivi, miniere) e soggette a notifica
- aziende che hanno più di tre dipendenti 
- aziende con meno di tre dipendenti

La cassetta di pronto soccorso
Nell’ambito delle norme di sicurezza il datore di lavoro deve aver identificato i lavoratori che si devono occupare delle emergenze e aver fornito loro le istruzioni e la formazione necessarie; in pratica, il piano di emergenza deve preventivare, oltre alla semplice “fuga e raccolta”, anche il soccorso. In dettaglio il testo di legge afferma che il datore di lavoro C informa tutti i lavoratori che possono essere esposti ad un pericolo grave ed immediato circa le misure  predisposte ed i comportamenti da adottare. Il decreto legislativo 626 riferiva poi che: “Art.15 (pronto soccorso) – (omissis) 3. Le caratteristiche minime delle attrezzature di pronto soccorso, i requisiti del personale addetto e la sua formazione sono individuati in relazione alla natura dell’attività, al numero dei lavoratori occupati e ai fattori di rischio.
Le cassette di soccorso e i pacchetti di medicazione che dovrebbero essere presenti in azienda in base al primo decreto ministeriale luglio 1958 sui Presidi chirurgici e Farmaceutici Aziendali (Gazzetta Ufficiale 6-8-1958, n.189) andranno controllati e aggiornati. Nelle aziende dei primi due gruppi, deve essere garantita, in ogni sede di lavoro, la presenza di una cassetta di pronto soccorso, adeguatamente custodita in un luogo facilmente accessibile e individuale con segnaletica appropriata. Il contenuto deve avere la dotazione minima , integrato con le indicazioni del medico competente e in base ai rischi presenti nei luoghi di lavoro. La cassetta  va periodicamente  ispezionata per controllare quello che contiene e sostituire i prodotti e i materiali deteriorati e/o scaduti.
Per tutte le aziende si cita l’esigenza di un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale. Un telefono va bene, a condizione che sia accessibile facilmente e che a fianco dell’apparecchio siano riportati i numeri da chiamare in caso di emergenza.

La formazione
Oltre a identificare le caratteristiche e i materiali il decreto stabilisce alcune norme che riguardano il personale. Si afferma che gli addetti al pronto soccorso sono formati con istruzione teorica e pratica per l’attuazione delle misure di primo intervento interno e per l’attivazione degli interventi di pronto soccorso. Si tratta di una formazione che va svolta da personale medico, in collaborazione con il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale. 
Il personale deve partecipare a un ripasso , mirato agli aspetti pratici, almeno ogni tre anni. In modo solo accennato il decreto impone che il personale debba avere mezzi di protezione individuale  appropriati.

Gli elenchi
Nella cassetta devono essere lasciate istruzioni e promemoria che aiutino chi, magari in un momento di panico per l’emergenza, deve effettuare il primo soccorso a un collega. Il nuovo decreto è in vigore da fine agosto 2004.